Il Restyling urbano al centro delle tematiche del governo: il “bonus facciate”

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E’ apparsa nei giorni scorsi, sulla carta stampata, la notizia della volontà del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini di istituire un “superbonus” o “bonus facciate” per incentivare gli interventi sui fronti edilizi urbani delle nostre città.

Questa forma sui generis di restauro palesa l’obiettivo di incentivare le ristrutturazioni delle preesistenze, prevalentemente private, ambendo ad una resa migliorativa delle quinte urbane esistenti, attualmente generalmente caratterizzate da scarse attività manutentive ordinarie.

Il tema è esattamente il core della ricerca (Restyling sostenibile delle facciate_Linee Guida) e gli intenti governativi confermano l’attualità di tematica ed intenti. L’obiettivo della ricerca riassunto nella pubblicazione omonima è offrire soluzioni di miglioramento della prestazione energetica attraverso elementi di eco-design, capaci di sintetizzare cura formale e sostenibilità ambientale, ed in grado di sviluppare soluzioni che coniugano risparmi energetici a linguaggi formali adatti alla riqualificazione di aree vaste delle periferie urbane.

Lo studio, attraverso la classificazione morfologica degli edifici insistenti nelle periferie, ha definito le principali tipologie edilizie e determinato una serie di indicatori oggettivi capaci di orientare secondo i criteri della prestazione energetica ed estetica soluzioni tecnico formali in linea con la maggior parte dei Regolamenti Edilizi.

Implicitamente condividendo la strategia applicativa del Metodo della ricerca, gli obiettivi generali dell’incentivo citato, sono quelli di fornire un bonus fiscale ai privati virtuosi che vogliano rimettere a nuovo le facciate delle proprie case e palazzi. Definibile come una “tax credit“, l’idea è stata lanciata dal ministro nell’ambito del convegno “Le Pmi e la sfida della qualità – un’economia a misura d’Italia” tenutosi a Roma il 14 aprile scorso.

L’attualità della tematica troverebbe altresì concretezza, grazie alle risorse del cosiddetto “tesoretto” (1,6 miliardi identificati all’interno del bilancio di Stato nei mesi scorsi) di cui il governo sta attualmente studiando la/e destinazione/i più appropriate.

Visti il successo di strumenti similari quali il “bonus per l’edilizia” e  l'”Ecobonus” la strategia probabilmente tarata su finanziamenti biennali, potrebbe contribuire da un lato al miglioramento degli scenari urbani delle nostre città, dall’altro essere volano per l’economia locale della piccola e media impresa.

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